Fondatori

Consorelle e Confratelli

Santa Di Salvo

Giornalista e scrittrice. Ha lavorato per quotidiani e settimanali, ha collaborato a varie riviste del settore enogastronomico. Ha pubblicato tre libri di cucina e ha partecipato a diversi altri. Già caporedattore del quotidiano Il Mattino, è responsabile dagli anni Novanta di una rubrica settimanale dedicata ai ristoranti del Sud. Ha collaborato per molti anni a guide gastronomiche nazionali come quella dell’Espresso e cura da sette anni con Luciano Pignataro la Guida del Mattino Mangia & Bevi dedicata all’enogastronomia di tutta la Campania.

Anna Maria Cataldi Palombi

Anna Maria Cataldi Palombi ha insegnato Letteratura inglese e Letteratura anglo-americana – in qualità di professore ordinario – presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Università Federico II di Napoli.
Ha pubblicato saggi sul teatro inglese: Teatro e palcoscenico. Dall’Inghilterra all’Italia (1540-1640); Strategie politiche ed estetica teatrale. Da Elisabetta I a Giacomo I; su S.T. Coleridge, sulle poesie dei poeti inglesi, americani, francesi e italiani della Guerra mondiale: Mai più tanta innocenza, sulla narrativa di William Golding, Herman Melville, E.A. Poe, sugli scrittori ebrei- americani e, in particolare, su Bernard Malamud e sul tema della memoria nei sopravvissuti alla Shoa,
Dato il suo grande amore per Capri, ha pubblicato articoli su Gregorovius e Friedlaender, su Elizabeth David, un saggio Solaria La Capri magica di Ada Negri; a Norman Douglas ha dedicato Il mito di Capri e la pubblicazione in traduzione italiana di 3 racconti dal titolo La lucertola azzurra e altri racconti; ha curato la ristampa di Capri di John Clay MacKowen e la traduzione in versione italiana.
Si è abbandonata anche a varie scorribande in campo cultural gastronomico con la pubblicazione di: Norman Douglas: appassionato ed esigente gourmet, Sapori di libri, e Il Miracolo del baccalà di Edwin Cerio.

Claudio Novelli

Claudio Novelli, sciocco nipote della baronessa donna Cettina Barilloni di Pitigliano, preclara mecenate e protettrice delle Arti Minori ovunque queste fiorissero, in un vano sogno di equilibrio e simmetria non scevro da una buona dose di pigrizia, decise di nascere esattamente alla metà di un secolo, meglio se “breve”. Piuttosto che dedicarsi ad infantili ludi ed adolescenziali trastulli, dotato d’ingegno arditissimo e gentile, preferì dedicarsi a correre quanti più mari e terre potesse, per conoscere le produzioni mangerecce di ogni contrada. Nulla curando nei suoi viaggi lo studio della morale dei popoli, limitò le sue ricerche al modo di produrre nuove delizie per la tavola. I monumenti da osservare furon per lui le cucine, i grandi uomini da conoscere i cuochi più rinomati, la sapienza da venerare e dalla quale attingere, quella che di cibi non sempre salutari conforta e fa lieta la vita. Con questa mente e con l’ omerico peregrinare, trovò egli finalmente, ormai canuto, tra le algide acque che circondano il polo boreale del globo, quel pesce destinato a cambiargli, e a cambiarvi, la vita. Abbandonate quindi le sterili elucubrazioni sull’edipatia, la deipnologia e l’opsopea, ovvero il discorso sulla voluttà, sulla cena e sull’apparecchio delle vivande, si dedica quindi, circondato da lieta brigata, alla baccalùria, ovvero a tutte le sfumature di godimento che può procurarci questo adorabile pesce veloce del Baltico.

Tommaso Esposito

Tommaso Esposito, medico e psichiatra. Direttore del Museo di Pulcinella di Acerra. Giornalista. Scrive di tradizioni, folklore e gastronomia per Il Mattino. È autore per la Guida I Ristoranti d’Italia de L’Espresso.

Vincenzo Russo

Vincenzo nasce in una famiglia di ristoratori, e fin da giovanissimo inizia la sua esperienza nelle cucine di numerosi ristoranti nella zona di Napoli e provincia.
La sua formazione e la ricerca continua di stimoli per i suoi piatti, lo porta in una delle cucine più prestigiose d’Italia, quella del ristorante Taverna Estia, nella brigata di Gianfranco Vissani, chef pluristellato che non ha bisogno di presentazioni.
Affina la sua arte con l’esperienza a Bruxelles, e grazie al suo approccio innovativo, colleziona durante la sua carriera estera numerosi premi e riconoscimenti.
Ma è l’amore per i piatti poveri e per la tradizione regionale quello che lo affascina maggiormente e trova nel progetto Baccalaria il giusto mood per la sua idea, grazie ad un ingrediente così semplice e genuino come il baccalà.
Il rilancio dei piatti poveri e della cultura rurale si sposa perfettamente con il concept di Tripparia, dove chef Vincenzo rilancia e reinterpreta piatti classici italiani e dona nuova vita alla trippa, ingrediente che si presta ai più svariati esperimenti.

Dal 2012, con Clara Amodeo, è alla guida di Aperitivo Street Food, specializzata in organizzazione eventi e catering.
Con Toti Lange è fondatore dell’Accademia partenopea del Baccalà ovvero l’Accademia dei Baccalajuoli.